lunedì 10 febbraio 2014

San Valentino, solo la festa degli innamorati?

Come tutti gli anni, anche questo 14 febbraio sarà festeggiata una delle feste più attese dell’anno: San Valentino. Da sempre è la festa degli innamorati, anche se ultimamente si è iniziato a notare qualcosa di strano; negli ultimi anni infatti la festa viene vista più come un’occasione per fare soldi o per annunciare nuove offerte.
Dopo aver affermato ciò, mi vedo costretta a fare degli esempi. L’aumento dei prezzi si riscontra nei ristoranti e in negozi vari: i negozianti, infatti, ne approfittano per riuscire ad aumentare il guadagno! Nei ristoranti lo si nota durante le cenette romantiche fra gli innamorati, mentre nei negozi si sprecano soldi per comprare vestiti nuovi, peluche o altri regali per l’occasione.

Sempre durante questa festa però, molto probabilmente, sarà possibile accedere a molti musei pubblici del centro di Roma comprando un solo biglietto a basso prezzo.

Nonostante in precedenza non fossi d’accordo con le voci che dichiaravano che San Valentino stesse diventando sempre più un pretesto per fare soldi, davanti all’evidenza mi piego anche io. Trovo che stia diventando motivo di pubblicità e che ormai abbia sempre meno un vero significato. Non sto ad insinuare che per tutti abbia perso significato, ma credo che ormai la maggior parte dei commercianti lo trovi un pretesto per guadagnare.

Una cosa anche abbastanza buffa successa negli ultimi tempi è la creazione dell’anti San Valentino; si tratta infatti di una festa per tutti i single che hanno passato una giornata in mezzo a coppiette felici. Quest’ultimo si celebra il 15 dello stesso mese ed è una ricorrenza che, a parer mio, continuerà ad essere presente per ancora qualche anno.
Concludo quindi dicendo che secondo me è una di quelle feste che non ci stancheremo mai di festeggiare anche se con il tempo dovesse perdere del tutto il suo iniziale significato.

Flaminia Guerra

10 febbraio 2014

mercoledì 5 febbraio 2014

La dinamite e il premio Nobel

Nobel, grande genio svedese dell’Ottocento, inventò quasi senza volerlo in lingotto di dinamite che tutti conosciamo. Viveva con il fratello in una piccola e povera casa.
Era affascinato dalla chimica ma non poteva permettersi di sviluppare pienamente il suo hobby, così era costretto a lavorare su un piccolo tavolo con pochi limitatissimi strumenti.
Ma per fortuna la povertà non può limitare l’intelligenza, infatti Nobel iniziò a pensare di sviluppare un liquido che, a contatto col fuoco o con una fonte di calore, produceva un’esplosione.

Preso dall’entusiasmo del fratello, lo brevettò come “olio esplosivo” e se ne compiaceva, lo considerava l’invenzione del secolo.
Un sera uscì, non si sa bene per andare dove, e tornò intorno a mezzanotte.
Prima d’uscire lasciò detto al fratello di controllare l’ “olio esplosivo”.

Il fratello sbagliò e l’olio esplose procurando la sua morte e la distruzione della casa.
Quella sera stessa Nobel ordinò di portare via tutto l’olio esplosivo non esploso, che venne caricato su di un carro, ove, sul fondo, c’era della creta.
Il grande genio finì con andare in depressione, pensando d’aver ucciso il fratello e di aver inventato un liquido che poteva portare migliaia di morti e, per questo, non si meritava niente.
Decise così che tutti i fondi ricavati dal suo brevetto dovevano andare a premiare i migliori geni che avevano pensato o scritto qualcosa per migliorare il mondo, che lui invece con la sua invenzione aveva rovinato.
Durante il tragitto compiuto dall’ “olio esplosivo”, erano cadute alcune gocce che al momento dello scarico non avevano prodotto nessuna esplosione, anche se gli operai ci avevano, senza volerlo, avvicinato il calore delle loro sigarette.

Una ditta decise di impastare l’ “olio esplosivo” con la creta ed in mezzo farci passare una cordicella che doveva fungere da miccia.
In questo modo l’esplosione sarebbe avvenuta solo se si sarebbe accesa la miccia.

E ovviamente, da allora, il ricavato serve per far funzionare il premio Nobel che viene, ancora oggi, consegnato dal re di Svezia.
Nobel però rimase depresso per tutta la vita.

Mario Edoardo Simmaco
3 febbraio 2014 

lunedì 3 febbraio 2014

Tredicenne in allarme per lo scoppio del suo smartphone


Rarissimo caso, accaduto il 2 febbraio, negli Stati Uniti ha sorpreso tutti noi: uno smartphone è scoppiato nella tasca di una tredicenne. Non si sa ancora come è accaduto nei minimi dettagli, ma si racconta che la ragazza stava a scuola a seguire una lezione, quando si è accorta che del fumo e un rumore proveniente dalla sua tasca dei pantaloni, le ha fatto intuire che provenisse dal suo smartphone. Il telefono è andato in fiamme, provocandole ustioni di primo e secondo grado.

Fortunatamente, grazie all’aiuto del preside della scuola e dei suoi compagni di classe, i danni sono stati riportati solo sulla gamba destra della tredicenne. Dopo l’accaduto, è stata immediatamente portata all’ospedale, dove è stata curata per due ore con medicinali appropriati.

Quello che fa incuriosire di più la gente è come abbia fatto uno smartphone ad esplodere: si suppone che il fenomeno che abbia causato lo scoppio del telefono sia causato o dal surriscaldamento, ma è l’ipotesi meno probabile, oppure dal fatto che il caricabatteria non fosse originale. 


Per quanto mi riguarda, non saprei come spiegare lo scoppio dello smartphone, suppongo che sia causato però dal caricabatteria non originale.


Alice Alesiani
3 febbraio 2014 

Shakira & Rihanna insieme nel nuovo video: Hot or not?

Recentemente la regina del pop latino Shakira ha pubblicato un nuovo singolo dal nome:”Can’t remember to forget you”, che vede la collaborazione della cantante barbadiana Rihanna.
La canzone, molto orecchiabile, parla di una ragazza che non riesce a dimenticare un ragazzo con il quale ha appena interrotto una relazione.
Il video, caricato ufficialmente il 31 gennaio 2014, nel canale vevo di Shakira, ha fatto nascere molte polemiche in quanto, al contrario del testo della canzone, esso ha ben poco a che fare con l’amore, bensì il corpo davvero poco coperto delle due artiste sembra essere protagonista di quasi tutte le scene.
Molte persone le ritengono volgari, altre sexy, ma la domanda che sorge adesso è: Sarà un modo (un po’ come sta facendo la giovane artista Miley Cyrius ) per cercare di vendere di più la canzone?
Secondo il sottoscritto, video hot o no, la canzone ha comunque ottime possibilità di scalare le classifiche in quanto molto adatta ad un pubblico radiofonico.

Gabriele Bobula
3 febbraio 2014

Dopo la serie tv, Violetta sbarca anche a teatro!

Ieri, 2 febbraio, è terminato il tour mondiale di Martina Stoessell , che interpreta il personaggio di Violetta nella celebre serie argentina firmata Walt Disney. In Italia è iniziato il 3 gennaio, a Milano, ed è finto il 2 febbraio a Torino. E’ stato un grande successo, al di sopra di ogni aspettativa: sono stati venduti tantissimi biglietti, per un incasso straordinario! Infatti il loro costo era molto elevato, da una base di 39 euro fino ad arrivare a prezzi stratosferici per le primissime file.

Oltre alle città che abbiamo citato prima, il musical si è fermato anche a:

BOLOGNA -6 gennaio
ROMA- 10 e 11 gennaio
NAPOLI- 21 e 22 gennaio
CATANIA- 25 e 26 gennaio
PADOVA- 28 e 29 gennaio
FIRENZE-31 gennaio e 1 febbraio

Durante i vari concerti, sono state cantate tutte le canzoni che si trovano nella serie tv e sono state anche recitate delle parti relative alla trama della serie, con litigi, conversazioni e gli amori che, chi segue Violetta, conosce bene.


Aurora Matera
3 febbraio 2014

Seymour Hoffman, un’altra star muore di overdose

Philip Seymour Hoffman è nato a New York il 23 luglio del 1967. Sua madre, Marilyn O'Connor, giudice e avvocatessa nel tribunale della famiglia, mentre il padre, Gordon Stowell Hoffman, un ex dirigente Xerox.
Oltre ai due genitori, la sua famiglia era composta da due sorelle, Jill ed Emily, e da un fratello, Gordy.
Suo padre era protestante e la madre cattolica, quindi la sua educazione religiosa non è mai stata particolarmente attenta e curata. I genitori, infatti, divorziarono nel 1976.
Ha iniziato a recitare al liceo, dopo un infortunio al collo che lo ha costretto a rinunciare alla lotta amatoriale.
Dopo il diploma alla Fairport High School ha partecipato al programma estivo del Circle in the Square Theatre, continuando la sua formazione di attore. Alla New York University è stato membro fondatore della compagnia teatrale Bullstoi Ensemble.
E’ stato un attore e regista statunitense di grande talento. Ha vinto l'Oscar per il Miglior attore protagonista per il film biografico Truman Capote - A sangue freddo e ha ricevuto tre candidature all'Oscar per il miglior attore non protagonista.

Dopo una vita ricca di successi ieri, 2 febbraio 2014, è venuto a mancare. La morte è stata causata da un’overdose di eroina. L’uomo è stato ritrovato nella sua camera d’albergo a Manhattan steso in bagno. A quanto pare aveva ancora l’ago della siringa infilato nel braccio e accanto a lui sono stati trovati dei sacchetti contenenti l’eroina. L’attore aveva problemi di droga a vent’anni, aveva poi smesso per poi riprendere alla fine del 2013.
Hoffman stava inoltre lavorando ad un nuovo film, Hunger Games, e il cast ieri lo ha salutato per l’ultima volta con un tweet in cui fanno le condoglianze alla famiglia e esprimono la loro tristezza.

Purtroppo Hoffman non è stato il primo caso di overdose di questi tempi. Ricordiamo bene Cory Monteith, attore divenuto famoso per la serie televisiva Glee, trovato morto lo scorso luglio nel suo appartamento; la causa è sempre di overdose.
Entrambi hanno lasciato un grande vuoto ai loro fan, ma soprattutto ai parenti e agli amici. Questo vuoto si fa sentire e, nella serata di ieri, Kevin McHale, compagno di recitazione di Cory in Glee, ha twettato una frase che fa capire quanto l’attore sia triste per la scomparsa di queste due stelle; la frase recita così: “ So sick of drugs taking people away from us. This is insane”, ossia: “Sono così stanco delle droghe che ci portano via le presone. Questo è incredibile”.

Da parte mia sono pienamente d’accordo con Kevin, perché ritengo che sia veramente terribile morire per una cosa di questo tipo. Non so per quali ragioni entrambi, come molti altri, abbiano scelto questa strada e non so come commentare l’accaduto. Trovo che sia molto triste e sono stata la prima a piangere la loro morte, essendo una loro fan, ma non voglio commentarne le ragioni dato che non posso sapere le motivazioni. Comunque, qualunque cosa li abbia portati a questo, ci mancheranno moltissimo e il vuoto che hanno lasciato sarà incolmabile.

Flaminia Guerra
3 febbraio 2014