Nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre un'imbarcazione
che trasportava più di 500 migranti,
per lo più somali ed eritrei, è
naufragata a circa mezzo miglio dell’isola dei Conigli, a largo di Lampedusa.
Secondo la ricostruzione dei sopravvissuti, il barcone si è
rovesciato a poca distanza dalla costa e per segnalare la propria presenza
alcuni migranti hanno provato a dar
fuoco ad una coperta, ma in pochi secondi le fiamme, alimentate dalla benzina presente sul pontile, hanno avvolto l’intera nave provocando il
panico generale.
L’allarme è stato dato da due pescherecci che transitavano
nella zona e i primi soccorsi sono riusciti a trarre in salvo 155 persone. Drammatiche sono le riprese in
elicottero della guardia costiera che mostrano numerosi corpi senza vita
galleggiare nei pressi dell’imbarcazione.
Intanto è stato fermato il presunto scafista, si tratta di
Kaled Bensalam, un 35enne di origini tunisine, indicato da alcuni testimoni
come il “comandante”, ora indagato per
naufragio ed omicidio volontario plurimo.
Ad oggi, 21 ottobre, sono 366 le vittime di questo
naufragio, ma si pensa che il loro numero possa ancora aumentare. Oggi, ad
Agrigento, si terranno i funerali di Stato come annunciato dal presidente del
Consiglio Enrico Letta. Molte salme sono però gia state seppellite, per ragioni
sanitarie, in forma anonima e senza alcuna cerimonia nel cimitero agrigentino
di Piana di Gatto.
Ai funerali parteciperanno il ministro dell’interno,
Angelino Alfano, e il ministro dell’integrazione Cecile Kyenge. Non sarà
presente il primo cittadino di Lampedusa, Giusi Nicolini, che ha annunciato la sua assenza con le
dichiarazioni rilasciate al Corriere
Della Sera:
“Non sarò ad Agrigento
perché, quello stesso pomeriggio, verrò ricevuta dal presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, insieme al senatore Luigi Manconi, presidente
della commissione straordinaria per i diritti umani del Senato” - ha
spiegato infatti il sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini, aggiungendo
però “sono comunque estremamente
amareggiata che questa commemorazione, benché tardiva e a corpi già sepolti,
non si faccia a Lampedusa. La comunità della mia isola non merita di non essere
coinvolta e di essere convocata a decisione già presa”.
Nel frattempo il quotidiano la
Repubblica ha
iniziato una raccolta firme per l’abrogazione
della legge Bossi-Fini.
Tale legge, varata nel 2009, comporta il reato di
clandestinità per tutti i migranti che non presentano le proprie generalità ai
controlli di frontiera. La critica mossa a questa legge è dovuta al fatto che
essa non tratta in modo approfondito il problema dei richiedenti asilo politico
e che, ad oggi, abbia portato al respingimento di oltre 1.500 migranti nei
propri paesi di provenienza esponendoli ai rischi dai quali hanno cercato di
fuggire. Un'altra critica a questa legge è il fatto che il reato di
clandestinità comporti anche il reato di favoreggiamento all’immigrazione per
chi aiuta i clandestini in caso di naufragi.
Marco Straniero
21 ottobre 2013

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