lunedì 17 febbraio 2014

OMICIDIO AL GIANICOLO: ormai si passa direttamente alle mani, le parole non contano

Nella notte di ieri, 16 febbraio, un ragazzo di 33 anni è stato ucciso da un uomo di 57 con un cacciavite. Il tutto si è svolto a Roma, in via Garibaldi, zona Gianicolo, mentre il ragazzo era in macchina con il fratello 36enne. I due ascoltavano la musica a volume abbastanza alto accanto ad una roulotte; in questa c’era un uomo indiano che, non riuscendo a dormire per il troppo rumore, è uscito e ha ucciso il trentenne con un cacciavite di 30 centimetri, perforandogli un polmone. Il fratello lo ha subito soccorso portandolo all’ospedale, dove non sono riusciti a salvarlo. L’uomo è stato arrestato dalla polizia ed è incolpato di omicidio.


Era da qualche mese che non sentivo di avvenimenti come questi e dentro di me speravo che non ne avremmo sentito parlare per ancora un altro po’, ma a quanto pare mi sbagliavo. Questa notizia sembra quasi una di quelle storie che si raccontano per far capire alla gente ciò che alcune azioni possono comportare ma, in questo caso, è tutto vero. Capisco che questi ragazzi stessero ascoltando la musica ad un volume forse troppo alto per le 2 di notte, ma arrivare ad uccidere per questo mi sembra ridicolo e crudele. Questo, come tanti altri episodi, dimostra che oggi giorno le parole non hanno più valore e la gente preferisce passare subito alle mani. Non ci possiamo quindi lamentare se la violenza aumenta fra i giovani e i bambini, perché, come possiamo vedere, molto spesso sono gli adulti a dare il cattivo esempio.

Flaminia Guerra
17 febbraio 2014

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