Nella notte di ieri, 16
febbraio, un ragazzo di 33 anni
è stato ucciso da un uomo di 57 con un cacciavite. Il tutto si è svolto
a Roma, in via Garibaldi, zona Gianicolo,
mentre il ragazzo era in macchina con il fratello 36enne. I due ascoltavano la musica
a volume abbastanza alto accanto ad una roulotte; in questa c’era un uomo
indiano che, non riuscendo a dormire per il troppo rumore, è uscito e ha ucciso
il trentenne con un cacciavite di 30 centimetri ,
perforandogli un polmone. Il fratello lo ha subito soccorso portandolo all’ospedale,
dove non sono riusciti a salvarlo. L’uomo è stato arrestato dalla polizia ed è
incolpato di omicidio.
Era da qualche mese che non sentivo di avvenimenti come questi
e dentro di me speravo che non ne avremmo sentito parlare per ancora un altro
po’, ma a quanto pare mi sbagliavo. Questa notizia sembra quasi una di quelle
storie che si raccontano per far capire alla gente ciò che alcune azioni
possono comportare ma, in questo caso, è tutto vero. Capisco che questi ragazzi
stessero ascoltando la musica ad un volume forse troppo alto per le 2 di notte,
ma arrivare ad uccidere per questo mi sembra ridicolo e crudele. Questo, come tanti altri episodi, dimostra che oggi giorno le parole non
hanno più valore e la gente preferisce passare subito alle mani. Non ci
possiamo quindi lamentare se la violenza aumenta fra i giovani e i bambini,
perché, come possiamo vedere, molto spesso sono gli adulti a dare il cattivo
esempio.
Flaminia Guerra
17 febbraio 2014
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