Durante l’unificazione d’Italia, i nostri bersaglieri
andarono al fianco dei russi per le Crimea.
La guerra venne vinta e da quel momento la Crimea passò alla Russia,
che la desiderava perché è l’unico punto dove può posizionare le sue basi
militari.
Dopo la
Rivoluzione bolscevica, la Russia passò sotto il comando dittatoriale di
Lenin che donò la Crimea
all’Ucraina.
Quando Lenin morì, venne succeduto da Stalin che mise delle
basi militari in Crimea per i motivi che ho già detto. Stalin inoltre eseguì il
processo di “russificazione” anche in Crimea, portando dei russi lì, in modo
che la psicologia di quelle persone fosse filo russa.
La situazione rimase stabile fino a quando il governo
ucraino volle intraprendere un percorso che si doveva concludere con l’entrata
dell’Ucraina nell’Unione Europea.
Putin, attuale presidente della Russia, si è opposto, perchè
se l’Ucraina entrasse a far parte dell’ UE, e dunque della NATO, in Crimea non
ci sarebbero più basi militari russe.
Così Putin, per smuovere le acque a suo favore, ha mandato
in Crimea dei soldati senza piastrine.
Dopo di che è stato fatto un referendum, ed il 93% della
popolazione della Crimea ha votato unione con la Russia.
Molti dicono però che il Referendum è stato falsificato e
quindi non valido, ma soprattutto è stato organizzato da uno stato straniero.
Mentre gli Stati Uniti stanno fronteggiando questa
problematica con molta energia, l’Europa deve tenersi sul vago, perché senza il
petrolio e il gas russo gli stati europei potrebbero avere serie problematiche.
Mario Edoardo Simmaco
17 marzo 2014
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