Così dopo un sanguinoso attacco vicino Roma, i tedeschi
istituirono un’assurda legge: un tedesco, dieci italiani. Ciò vuol dire che per
ogni tedesco morto, dieci italiani dovevano essere fucilati.
Dopo questo attacco di cui parlavo prima, i tedeschi presero
trecentocinque italiani, il più piccolo aveva solo15 anni e li fucilarono, nel
1944. Una volta uccisi li buttarono in delle fosse comuni, le Fosse Ardeatine.
Oggi sono passati settant’anni, e il sindaco di Roma,
Marino, insieme al presidente della repubblica, Napoletano, hanno commemorato
le vittime, sperando che un eccidio simile non capiti mai più.
Ed hanno anche accennato al caso Pribke, un alto grado delle
SS che comandò l’eccidio.
È morto poco tempo fa e si era molto discusso di dove e come
dovesse essere seppellito; egli aveva sempre vissuto in Italia dove secondo
alcuni andava seppellito. Invece la salma è stata giustamente tumulata in un
luogo segreto.
La sua tomba avrebbe richiamato il dolore delle famiglie dei
parenti delle vittime delle Fosse Ardeatine, suscitando anche delle
manifestazioni naziste.
Mario Edoardo Simmaco
24 marzo 2014

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